Notes


+domenica, 01 giugno 2008+


Irechan/giugno 01, 2008 21:37
Categoria : mah , i nuovi miti, i cubetti di ghiaccio di ire, biutifĂąl, mai dire fyccina, nuovi fandom degenerano

Ai fil iu, OOC


Amici del club giacobino, in un recente passato abbiamo appurato assieme che non esiste posto come Londra. Quel che ancora non sapete, e che io mi appresto a rivelarvi, è che i mortiferi complici Benkamin Barker aka Sweeney Todd e Nellie Lovett, nel loro intimo, sono vivaci e zuzzurelloni quanto ragazzini di terza media, se non di terza elementare. Prova ne è che non appena se ne presenta l'occasione si prestano ad attività istruttive quanto acchiapparello, nascondino e il gioco della bottiglia, e vi assicuro che invece che a simili passatempi preferirei saperli dediti a un gioco di ruolo ambientato nella Londra vittoriana (a loro contemporanea).
Ce lo racconta GIOCHI DI MEZZANOTTE, di nellie89.

E' ormai calata la mezzanotte su Fleet Streat quando il nostro barbiere preferito si sveglia di soprassalto, desideroso di bere del gin. Non meravigliatevi di ciò, evidentemente il controllo del Super Io sul suo Es è ormai piuttosto labile, visto anche che senza indugi il nostro s'alza e va a procurarsi il prezioso bicchiere; ma nel buio (nella notte e nel buio) della bottega, o meglio del negozio, scorge una sagoma umana seduta al tavolo. Ne vede addirittura gli occhi, chiusi, e le labbra incurvate in un piccolo sorriso.

Non d'un ladro si tratta ma di Madama Lovett, che prontamente propone a doppia B di giocare. "A cosa?" domanda l'infelice, che ancora non sa cosa lo aspetti. "Obbligo o verità" , risponde pronta la letale panettiera, che in un impeto di generosità si premura anche di spiegare al suo compagno le regole del gioco.

Era ubriaca. Era evidente che lei fosse ubriaca. Le opinioni di Sweeney mi trovano perfettamente d'accordo, come pure le sue azioni: difatti si dirige verso l'uscio, probabilmente in preda al panico più totale. Col trucco più vecchio del mondo l'astuta Lovett è capace di richiamarlo indietro: insinua che Sweeney abbia paura, al che, naturalmente, l'idiotico barbiere di Fleet Street non può che cedere e partecipare al gioco.
La prima domanda la pone lui: chiede se Mrs Lovett desiderasse davvero diventare fornaia. La risposta è illuminante:

“Che razza di domanda è questa Mrs Todd?” “Adesso tocca a me fare domande piccola” “Bene, si” “Il mio turno…obbligo o verità?” “Verità” “Perché mi odiate Mr T?”
Non ho capito un cetriolo di quanto è avvenuto tra i due, ma ho il sospetto che sia stato qualcosa di brutto brutto brutto, neh.
Lo psicotico imbecille di Fleet Street, l'omonimo ma-no-che-non-sono-Sweeney-gli-somiglio-solo-un-sacco, afferma di non odiarla. In effetti, piuttosto che odio mi sembra provi un completo disinteresse per la volonterosa signora, che tuttavia è scettica di fronte a una simile risposta. Forse per questo decide di sobbarcarsi l'obbligo, e su ordine del sadico barbiere assaggia uno dei suoi pasticci.

Poi tocca a lei prendere le redini dell'emozionante attività ricreativa, e Sweeney si dichiara disposto all'obbligo.
Serata di gala da Chi vuol essere giacobino: venti milioni di franchi a chiunque riesca a indovinare cosa la perfida Lovett obbligherà lo spaurito barbiere a fare.
Lei, signora? Sentiamo. No, mi spiace, non lo costringerà a ricamare a punto croce. Lei, con la mano alzata? No, non lo forzerà a scrivere una NC-17 Turpin/Anthony/il bastone di Bamford. Lei che saltella? Mi scusi, non credevo volesse semplicemente andare al bagno.
“Io vi obbligo a…baciami!”
Arriverà direttamente a casa di voi arguti giacobini che l'avevate subodorato la bambola del messo Bamford che dice "excuse me my Lord", "gioca con me" e "mamma" quando la schiacci.
Todd è ritroso, ma si fa coraggio e imprime le labbra su quelle della graziosa signora. L'esperienza si rivela meno peggiore di quanto pensasse: Dopotutto erano 15 anni che non baciava una donna.

Dovevamo pensarci prima. E' per via dell'astinenza che Sweeney Todd, nello scontare la sua pena, s'è ridotto così male. Avrebbero potuto essere abbastanza pietosi da lasciargli una bambola di gomma. No, non quella del messo Bamford.

Il bacio si fa approfondito (sic) e duraturo, tanto che al suo termine Mrs Lovett sospira soddisfatta. Il gioco si rivela terminato - per nostra fortuna - e il barbiere si avvia su per le fatidiche scale.
“Buona notte piccola mia” “Buona notte Mr T"
I dialoghi sono degni del migliore Kiss me Licia, come pure il "ti amo" pronunciato con decisione da Nellie Lovett poco prima che il socio varchi la soglia.
Se servono catini, Ozzy li noleggia a 10 pence al minuto all'angolo di Fleet Street.

La mattina dopo Mrs Lovett si sveglia con un gran mal di testa, un bicchiere vuoto di fronte e oppressa dalle premurose cure del giovane Toby. Per far luce sulla misteriosa emicrania pensa bene di tener chiusa la bottega e, dopo aver comunicato tale decisione a Toby, torna in camera sua e si distende sul letto. In un crescendo di disperazione, ricorda gradatamente ogni evento della sera precedente e sceglie di dirigersi verso gli appartamenti di Sweeney, mentre il cuore sembrava stesse per uscirle dal petto.

La stessa mattina (ogni mattina, a Londra, un Todd si sveglia...) un tristo barbiere è stato incapace di prendere sonno per l'intera notte. Lo vediamo rimuginare, ruminare e rimasticare gli spaventosi (per noi anzitutto) avvenimenti della sera innanzi, e dialogare con la sua voce interiore (schizofrenico oltre che psicopatico).
”Povera Nellie??? Da quando sciocco barbiere ti preoccupi per lei? Da quando è diventata il centro dei tuoi pensieri?”
Da mai. Pertanto torna IC, sciocco barbiere, altrimenti ti ci facciamo ritornare noi a suon di sonore mazzate.
Fortuna che il nostro torna a pensare a Johanna (Johaaaaaaaaaaanna) e a Lucy, rassicurandoci non poco. Ma siccome vuol continuare a farsi del male (cit.), con un guizzo il suo pensiero devia verso Mrs Lovett, descrivendo i suoi capelli come neri come l'ebano e non privi di ciocche rosse.
Sweeney Todd, signori, è ufficialmente diventato daltonico.

D'improvviso la porta della sua stanza scatta.
Desiderosa di sapere in che posizione si sia classificata per i 100 metri, stendo un velo pietoso e faccio calare il sipario sugli intrattenimenti preferiti di un barbiere e una fornaia della Londra vittoriana (perché le carte, attenzione!, erano fuori moda).



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+giovedì, 22 maggio 2008+


Skeight/maggio 22, 2008 10:32
Categoria : mah , comico, thats amore, i nuovi miti, bimbi pelosi, famose der male, viuuulenz, bocche a garage, nuovi fandom degenerano, checcaggine acuta dilagante, hello mello, matt bimbominkia, censite da skeight

The exorcism of Nate 'Near' River


Sapevate che uno dei testi base del corso di Sociologia delle fanfiction è La partenogenesi del fandom?
Se la risposta è sì, avete preso una solenne cantonata: Sociologia delle fanfiction non esiste. Però la partenogenesi ci deve essere, altrimenti non si spiegherebbe la nascita di certi sotto-fandom che ormai fanno storia a parte rispetto alle storie originarie. Un buon esempio è Death Note, in cui la corrente delle ff dedicate ai gai (non gay – anche se, insomma, a volte sembrerebbe...), insomma, ai lieti passatempi della Wammy’s House ha ormai quasi monopolizzato quella sezione del Tempio, e forse anche di altri archivi. Bisognerebbe analizzare questo fenomeno per capirne i motivi.
Tutta questo discorso pseudo-accademico ha due obiettivi: allenarmi alla tesi e introdurre Lovely Bet di Serenity, long-fiction dedicata ai successori di L: si tratta infatti di una MelloXNear e una NearxMello, come ci informa, con grande amore per le sfumature, l’autrice. La suddetta ci informa anche che il linguaggio è un pò colorito,ma non è così fastidioso da urtare la vostra sensibilità. Mi fa piacere che la vestale ci conosca tutti così bene, spero solo che non sia una agente della CIA o, visto il contesto, dell’SPK. Infine, prima di lanciarci nella storia vera e propria, veniamo informati che nella fic (“Vesty, mi fai vedere la fic?” “Ma come ti permetti? Maiale! Porco!” “Ma che hai capito? Intendevo la fanfiction...”) Mello e Matt hanno quindici anni, e Near quattordici. Considerato che Mello lascia l’istituto quando Near ha tredici anni, questa notazione non sembra avere altro scopo se non quello di voler inserire a viva forza un anacronismo, ma non cerchiamo il pelo nell’uovo.
Non fatevi ingannare dalla definizione “commedia” e “comico”: questa fanfiction in realtà è la cronaca di un dramma, il dramma di un fanciullo innocente che cerca disperatamente di restare IC, ma purtroppo finisce per soccombere al diktat shonen ai che sembra vigere nel fandom dell’agendone killerone.
La storia inizia infatti con un Near con le migliori intenzioni, desideroso di trascorrere un pomeriggio con il suo puzzle monocromatico e i suoi robot giocattolo. Certo, molti potranno pensare che a quattordici anni sarebbe ora di cercare modi migliori per passare il tempo, ma ricordate che Near è più intelligente di tutti noi messi insieme, e sa bene che in quella succursale di Hogwarts che è diventata la Wammy’s House gli svaghi disponibili non sono adatti ad un giovinetto ancora illibato, quindi meglio restare per i fatti propri e non andare a cercare guai.
Pia illusione! Sono i guai che lo trovano, sotto forma di Matt, che lo raggiunge per fargli una proposta:
“E’ semplice: tu mi toglierai questa soddisfazione e io ti ricompenserò adeguatamente.”

So a cosa state pensando, ma tranquillizzatevi: è qualcosa di peggio. Matt vuole infatti fare uno scherzo memorabile a Mello, e questo scherzo dovrebbe consistere in un bacio a tradimento affibbiatogli dal suo grande rivale, vale a dire proprio Near. Memorabile davvero. Ma perché Matt vuole dar sfoggio di questo “brillante” senso dell’umorismo? Per vendicarsi dell’amico che gli ha cancellato una partita alla PSP.
Se L è un emo e Mello un truzzo, Matt si riserva un posto d’onore nella categoria dei bimbiminkia.
Near resiste stoicamente alla direzione che la trama sta prendendo, e risponde proprio come ci si aspetterebbe da lui: “Non se ne parla”.
A quel rifiuto,Matt assunse un’espressione esterreffatta
. Ovvio: un personaggio di manga che rifiuta di scambiare effusioni con il suo acerrimo nemico? È inaudito! Ma dove andremo a finire?
Di fronte alle insistenze del tossicomane, che lo tenta promettendogli un vecchio Game Boy argentato (quasi in tinta con Near), il nostro eroe cerca di ricorrere a spiegazioni logiche per evidenziare l’assurdità dell’idea e la pericolosità della reazione di Mello. A questo punto Matt, sconfitto sul piano dei ragionamenti – anche se in questo caso lo avrebbe battuto pure Matsuda – passa al piano di riserva: si inginocchia ed inizia a implorare: “Posso anche addossarmi tutta la colpa,ma non dirmi di no! Ti prego,ti prego,ti prego, ti prego!”
Illuso! Figuriamoci se di fronte a questa scena raccapricciante – e alla mancanza di spazi dopo le virgole – Near cederebbe, glaciale com’è!
“Immagino di non avere molta scelta. Accetto la tua scommessa.”

I beg your pardon?

Near, per carità! Come sarebbe a dire che non hai scelta? Puoi chiamare Roger e denunciare Matt per istigazione alla prostituzione, puoi fingere una crisi epilettica dovuta ai riflessi del sole sul puzzle bianco, puoi semplicemente continuare a rifiutarti, ma non puoi cedere così dopo esserti difeso così tanto e così bene dai tentacoli dell’OOC!
Niente da fare, Matt esulta e se lo trascina dietro come se fosse un orsacchiotto di pezza, e insieme vanno alla ricerca di Mello.
Lo trovano nel giardino, appoggiato ad un albero, addormentato e con un libro di poesie di Shakespeare al suo fianco. Non leggevo una descrizione così impregnata di lirismo dai tempi di Melissa P.
Alla vista del Mello addormentato nel bosco Near sente il cuore battere più velocemente, e non riuscì a spiegarsi il perché di ciò. Io una spiegazione ce l’avrei, ma vorrei tanto non fosse quella giusta.
Il tredicenne è esitante, ma il bimbominkia lo esorta all’azione, ed estrae una macchina fotografica.
“Allora siamo d’accordo: io mi nasconderò dietro ad un albero con la macchina fotografica e tu ti avvicinerai a Mello senza svegliarlo ed incollerai le tue labbra alle sue per un paio di minuti,giusto il tempo di fare,diciamo,tre o quattro scatti,dopodichè ce ne andremo alla svelta nelle nostre camere prima che si svegli. Hai capito tutto?”

Io ho capito che le vere intenzioni di Matt sono quanto meno equivoche.
Meglio non indagare, anche perché in tutto questo la cosa veramente sconcertante è che Near si presti al gioco. Eccolo che si avvicina al volto di Mello, e sente aumentare ulteriormente le palpitazioni, avverte il profumo dei suoi capelli,una fragranza delicata che invadeva piacevolmente le narici del naso. Near chiuse gli occhi per assaporarla a fondo e per ascoltare il ritmo regolare del suo respiro.
Potrei stare ore e ore qui

Ad accarezzare

La tua bocca ed i tuoi zigomi

Senza mai parlare

Senza ascoltare altro, nient’altro che

Il tuo respiro crescere

Senza sentire altro che noi

Nient’altro che noi
*O*
Ora sappiamo che alla Wammy’s House trasmettevano a ripetizione Max Pezzali, il che spiega anche la capacità di L di assorbire quantità industriali di zuccheri. Tra l’altro, dalla regia Red Ronnie mi segnala che ne La regola dell’amico tutti “prendon posto accanto a te / accanto ai tuoi capelli che / hanno quel profumo...”, quindi i casi sono due: o negli orfanotrofi Max rules, o l’ormai leggendario “biondino degli 883” è Mello.
Tornando alla storia, Near, mischinu, è preda dello smarrimento.
Possibile che bastasse così poco per provocargli quella reazione?

No.
Che si stesse innamorando di lui?

Neanche.
Si decise che avrebbe riflettuto con calma sulla situazione in camera sua.

Ecco, bravo, ritirati nella tua stanza e rifletti sulle prossime mosse per sconfiggere l’OOC.
Purtroppo, questo non avviene. Near continua ad indugiare sul volto di Mello, forse un po’ troppo visto che Matt, con il tatto di un orango, gli bisbiglia di muoversi. E così il successore del più grande detective del mondo indugiò per un secondo,indeciso se varcare una soglia che celava segreti sconosciuti,poi,con dolcezza,posò le labbra su quelle di Mello.
L si sta rivoltando nella tomba, e ora mi tocca rimboccargli la lapide.
Potremmo stendere un velo pietoso sulla sconfitta di Near, che perde tutto ciò che era rimasto del suo personaggio originale. O meglio, vorremmo, ma non possiamo, perché non è finita qui. Il laido Matt, infatti, gioisce per la sua vendetta e scatta le foto compromettenti, ma quando avverte Near che tutto è finito, l’altro non se ne accorge nemmeno, e continua a baciare Mello.
Improvvisamente capisco tutta la faccenda degli elfi del catino.
Matt lo richiama, ma Near persiste nel bacio. A questo punto è lecito supporre che sia stato posseduto dal GoS. Il bimbominkia, terrorizzato da ciò che Mello potrebbe fare se si svegliasse, alza la voce e inizia a sbracciarsi in maniera grottesca, ma niente, servirebbe un esorcismo per liberare il giovane River dal malefico influsso vestalico che ormai lo domina.
La situazione precipita quando Mello sta per svegliarsi: i due complottardi se ne accorgono, Matt scattò in avanti e corse verso il ragazzo dai capelli bianchi [perifrasi che aiuta davvero a esprimere la rapidità del tutto] Afferrò il collo della camicia con tutta la forza che aveva in corpo [e quanta forza ci vuole per afferrare una camicia?] e,con una velocità degna di un pilota di Formula 1 [qui ci vuole la forza!],lo trascinò,precipitandosi a nascondersi dietro ad un angolo dell’orfanotrofio e lasciando dietro di sé una scia polverosa [alla Wammy’s House non puliscono spesso, a quanto pare].
Mello si sveglia lentamente, come l’ippopotamo in tutù di Fantasia, e mentre si stiracchia si accorse di avere qualcosa di umido sul mento [...] saliva... che non era sua e che non era fuoriuscita dalla sua bocca!
Ora, tralasciando il disgusto per l’immagine mentale di Near che sbava come un cane idrofobo – concediamogli l’attenuante del primo bacio – come diamine fa Mello a sapere che quella saliva non è sua? La riconosce dal sapore? Spero di no, perché vorrebbe dire che se la rimette in bocca, e c’è un limite a tutto; allora per il colore? Già più probabile, con tutta la cioccolata che mangia Mello deve avere una saliva marroncina, o al più beige, quindi se è di colore normale non è sua.
Sta di fatto che il nostro si infuria come un toro, e non ha tutti i torti, e inizia a gridare ai quattro venti in cerca del molestatore. Matt e Near ascoltano le sue urla dal loro nascondiglio, spaventati; ma se Near comunque cerca di dominare la paura e di mostrarsi impassibile, Matt invece è terrorizzato, e questo nonostante abbia convinto l’altro a prestarsi allo scherzo garantendo che Mello non sarebbe andato oltre qualche schiaffo, e che comunque lo avrebbe protetto da eventuali rappresaglie. L’abisso tra la spavalderia a parole e la paura nei fatti lo fissano per sempre nel ruolo di bimbominkia.
Su questa scena vagamente ispirata a Shining si chiude il primo capitolo. Che dire? Per parlare in tutta onestà la ff non è malaccio, è adeguata a ciò che si propone di essere, una storiella comica senza troppe pretese, a parte lo stile un po’ zoppicante in certi punti procede in maniera scanzonata come si addice ad una commedia, e la scena del bacio che non si interrompe è anche una trovata divertente. In più l’autrice spesso mostra ciò che avviene, più che descriverlo, ed è certo un punto a favore.
Solo che... Near!
Era riuscito a mantenere la sua dignità, grazie al grande successo del pairing Matt x Mello, speravo che almeno lui si salvasse, e invece niente, è stato posseduto anche lui, e come se non bastasse si comporta da perfetto allupato come nemmeno L in TransPub. In più, ora la sua vita è alla mercè di Kira, visto che è venuto meno lo scudo protettivo della mancanza di foto. Quindi ricapitoliamo: reputazione infranta, incolumità fisica in pericolo, vita a rischio. Danno, beffa e cocci, che altro si può desiderare dalla vita? E nonostante tutto questo, nonostante abbia accettato la proposta di Matt senza nessun motivo logico, nonostante abbia compromesso l’operazione baciando Mell oltre i limiti della decenza, il giovane Wert... Near ha anche il coraggio di prendersela con il suo compagno (di sventura, intendiamoci!) dicendogli, in chiusura di capitolo, “Te l’avevo detto”.
Ma inutile tergiversare: non ho scritto questa recensione per lodare Near, ma per seppellirlo: lievi gli siano la terra e, soprattutto, l’OOC.


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+lunedì, 19 maggio 2008+


steelmagnolia/maggio 19, 2008 13:06
Categoria : a volte ritornano, mah , comico, carramba che sorpresa, sensualità a corte, perchè io valgo, sparacazzate, thats amore, preparate i lacrimatoi, crudeltà mentale, grandi saghe, kill the sue, erotismo casereccio, inutile trasgressione, harmony history, i bellissimi di rete4, famose der male, lipp lipp, puro piacere, veelosità, perchè una mary sue è per semp, i piccoli orsetti del cuore, biutifùl, valle-a-capì, questa roba fa schifo, storcibudella, kamasutra per acrobati, darwin scopre le sue, delizie di magnolia

Harmony a Hogwards, Capitolo Secondo


Questa recensione può essere seguita in onde medie su RadioFastidious e con i sottotitoli alla pagina 777. Trattasi di recensione con contenuti espliciti, poco adatti ad un pubblico minorenne. Come si dice dalle mie parti, fatevene in conto.

 

Riassunto della puntata precedente: Una nuova, fighissima Sue stimola le voglie dell’esimio Snape, più OOC di un piccolo orsetto del cuore che si dedica al traffico internazionale d’organi. Si scopre poi che il suddetto Snape ama nascondersi nel buio (corre, corre, è Batman Baaaaatman) e palpeggiare il sedere alla nostra protagonista. I due si scambiano un bacio appassionato, dopodiché la Sue scappa.

Link alla puntata odierna: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=211068&i=1

 

La nostra fanciulla si ritira nelle sue stanze, in preda ad un conflitto interiore senza pari:

Sentivo due parti emergere dentro di me, l’una l’opposto dell’altra.[Lilian è una trans.]

Una mi diceva di andarmene, di finire questo gioco che mi avrebbe solo fatto del male; l’altra desiderava continuare, andare fino in fondo, fino a sentire il piacere che mi avrebbe fatto conoscere quel mondo di malizia…

Malizia, profumo d’intesa!

La nostra figherrima protagonista non sa che fare: è maggiorenne, vaccinata, ma rimane una studentessa di Hogwarst (sic!). La poverina è piuttosto confusa, e continua a porsi il dubbio amletico ( e intelligentissssssimo): “Ma siamo sicuri che fosse Snape? Non l’ho visto in faccia, dopotutto.”

Ma porca paletta, riflettiamo.

Porno-Lilian si reca nell’ufficio di Snape e gli fa delle esplicite avances facendo palesi le sue sordide intenzioni (e non mi dite che massaggiarsi il petto non è provarci. Almeno avesse avuto il Viks Vaporub, gliel’ avrei tenuta buona).

Lui è visibilmente agitato.

In giorno seguente la guarda come Silvestro guarda Titti il canarino.

Appena se ne va a gironzolare da sola un losco figuro la assalta.

Chi potrà mai essere? No, dico, ragioniamo insieme! Voi avete un’altra idea plausibile? Devo avvertirvi che io non sono stata di sicuro, ho un alibi per quel giorno e quell’ora. E preferisco gli uomini.

Le Sue me le ricordavo più intelligenti.

 

A fugare i dubbi di Lilian è l’incontro successivo, nell’ufficio del professore: ella è imbarazzata, e fissa il pavimento. Tesoro, mi sembra un po’ tardi per imbarazzarsi: ci hai già slinguazzato, con Snape, non vedo come la situazione possa farsi più compromettente. (Si, signori/e, abbiamo appreso che la calda striscia è la lingua. Ringraziamo tutti insieme il nuovo giacobino onorario che ci ha aiutato nel rebus, il mio uomo).

Lilian ha voglia di lui (anzi, per dirla alla Moccia, HVDL). Lui passa in maniera imbarazzante dal tu al lei. Tripudio di virgole a caso. E poi accade questo, che mi ha lasciata più basita di tutto ciò che segue (e ce ne vuole, eh!)

Snape si avvicina sempre più, poggiando come l’ultima volta le sue mani sui bracci della sedia, fino a farmi sentire il suo caldo alito annacquarmi il volto.

I bracci della sedia sono un po’ come i diti nel naso, e il volto annacquato dall’alito caldo mi ha fatto ricordare quel vecchio rimedio che mia nonna utilizzava per farmi passare il raffreddore: viso sopra una pignatta d’acqua bollente e asciugamano in testa. Mai provato? Ve lo consiglio. Una goduria.

Snape la smena tre quarti d’ora con la storia del cazzeggio durante la lezione, e io comincio ad innervosirmi. Lo sappiamo tutti dove vuoi arrivare, Bell’ Antonio, quindi vediamo di muoverci, che ho da fare (Non è vero, ma fa’ tanto fyko).

Ma Snape pare costipato, e non se ne fa nulla. Io comincio a vedere uno spiraglio di luce. Forse il Nc-17 rimarrà una dichiarazione d’intenti non realizzata!

(Lilian, tanto per cambiare, HVDL. Ancora.)

 

E invece no.

Ritiro tutto e mi batto il cilicio sulla schiena.

Lilian decide di infrangere le regole ed esce dalla sua stanza in piena notte. Che mossa assolutamente prevedibile, penso io, e non sono l’unica a pensarla così: la solita ombra di cui sopra la osserva. Solo che stavolta si manifesta: ed è proprio Snape, pelle bianca e lunghi capelli corvini. (E unti, aggiungo io. E naso a becco d’aquila).

Carramba, che sorpresa! E lui dove la porta? No, non ad un raduno di fricchettoni pentiti, e neppure a cogliere le nespole. La porta nel suo ufficio per fare le porcate.

Si, lo so, siete basiti. Ma in qualche modo dovevo dirvelo, e “via il dente, via il dolore”, no?

 

Ora signori/e, dovrei porvi una domanda. Non vi imbarazzate, per favore.

Sono solo io che quando vado a dormire adotto delle mise assolutamente terrificanti? Tipo pigiama con scritta imbarazzante del tipo “You are so… Chick!” e il disegno di una gallina, pantofole di Paperina e crema da notte sul muso per idratare la pelle e prevenire le rughe? Si, lo so, io non sono esattamente un bel bocconcino (diciamo pure che sono cessa), ma anche se fossi una bel pezzo di figliuola dubito che mi abbiglierei come tale Lilian per una sana notte di riposo. A meno che una non abbia in mente il celeberrimo sport del fiki-fiki… Solo allora, forse, indosserebbe una corta camicetta da notte di seta, color verde smeraldo e con una larga scollatura. Ma i gusti sono gusti, e non si discutono. E le Sue sono Sue, non si sindacano. Andiamo avanti, che qua si fa tardi e non siamo ancora arrivati al punto.

Snape, da Batman che era, diventa in un batter d’occhio il cugino primo del Conte Dracula, avido di saziare le sue voglie, ecc ecc. Lilian si avvicina, i loro occhi si incrociano, pathos incredibile, ormoni a mille e frase che non sono sicura di aver compreso:

(…) ma soprattutto sembrava piacergli la mia mano strusciargli invogliata in petto.

Una mano invogliata? Che sarà mai? A me viene in mente un sofficino che va su e giù sulla camicia… Si apre il televoto, al primo che risponderà in modo plausibile in regalo un set di tergicristalli nuovi e una camicia da notte uguale a quella di Lilian.

 

Allora, siete pronti? Siete saliti tutti in corriera? Devo fare l’appello? Dai, veloci, che dobbiamo andare alla Fiera del Pornosoft. Se poi ci avanza tempo vi porto anche a fare un giretto a Fiabilandia, contenti? E non vi azzardate a cantare “Se succede un incidente muore solo il conducente”, che dopo ci lascia tutti in autogrill come l’ultima volta.

Partiti!

A destra osservate mani che afferrano ai fianchi e voglia che cresce. A sinistra potete vedere  mani che passano sul seno e poi sul collo e fiato ansimante. A destra, ora, abbiamo mani che vanno in basso, poi in alto, poi in qua, poi in là… Ahò, autista, piano, che non ci sto più dietro! Vogliamo lasciarlo respirare ‘sto povero uomo?

Ora potete ammirare le vere attrazioni turistiche:

 

Genialata n. 1.

Mentre lentamente scivolavo in quell’eccitamento solenne

Lo voglio anch’io un eccitamento solenne! Come sarà? Immagino mezzosoprani che intonano un’aria in si bemolle e campane che suonano.

 

Genialata n. 2.

mi lasciai andare tra le sue forti braccia, soppesando tutta me stessa su di lui

Magari non soppesando, ma appoggiando. Che c’è una sottile ma fondamentale differenza, eh.

 

Genialata, n. 3.

con un piccolo tocco, quasi innocente, sfiorò la mia lei

La sua… LEI??? Ma dico, nemmeno mia nonna (quella di prima, del rimedio dell’acqua calda), che ha ottantadue anni ed è molto morigerata saprebbe creare una siffatta espressione! Al massimo direbbe “laggiù”, oppure “dove non batte il sole”.

 

Genialata, n. 4 (quel che c’è in mezzo ve lo risparmio, sono troppo frigida per capirne la poesia):

facendo uscire fuori da me un’acqua piena di fervore

Questa è ancora meglio di “lacrimava di donna”! Giacobbini, il vostro cuore non esulta col mio?

Ma perchè l’eccitazione femminile deve sempre sembrare un’esperienza pari ad un autolavaggio a gettoni, ad una cascata dei laghi di Plitvice, ad un gavettone? Perché? Rispondetemi, esigo una risposta!

 

E dopo ciò, amici, vi saluto. Parto. Vado a cercare la mia Lei.

 

 

 

 

 

 

 

 



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+martedì, 13 maggio 2008+


odiolarow/maggio 13, 2008 20:54
Categoria : a volte ritornano, parenti serpenti, carramba che sorpresa, perchè io valgo, thats amore, preparate i lacrimatoi, i nuovi miti, crudeltà mentale, kill the sue, prescelti dellultima ora, parimpampum, harmony history, nuovi alberi genealogici, i bellissimi di rete4, famose der male, lipp lipp, perchè una mary sue è per semp, biutifùl, le bacchettate di odio umbridge, nuovi fandom degenerano, sindrome di romeo e giulietta

Federica, la mano amica


 

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero

Mettete da parte le vostre bacchette nodose e turgide, perché non vi serviranno. Prendete, piuttosto, paletto di frassino e acqua santa, oltre al solito tegamino di pazienza: il nemico che ci accingiamo ad affrontare, infatti, non è soltanto una Mary Sue; è il braccio destro di Dio. E noi l’accompagneremo nel suo periglioso viaggio in Transilvania, ove è destinata a sconfiggere uno dei figli del Conte Dracula. Laggiù la nostra scoprirà di essere di essere la madre del mostro che deve uccidere, nonché suocera della moglie del mostro che deve uccidere, nonché moglie proprio del Conte, padre morto del mostro che deve uccidere. Nonché nonna della figlia del mostro che deve uccidere.

Suvvia, perché dopo esservi sorbiti la moglie di Frankenstein, l’amante di Lady Chatterley e la cognata di Jeeg Robot d’acciaio vi state formalizzando tanto?

Lo spettacolo è gentilmente offerto da inuyasha1989 a questo indirizzo: http://www.manga.it/fanfic/view.php?c=64762

 

Il sipario (sì, oggi sono artisticamente ispirata), si apre sul confessionale di Città del Vaticano. Ooocchei, scritto così pare che si tratti del confessionale del Grande Fratello, ma

Roma, Città del Vaticano,una giovane ragazza misteriosa entra nel confessionale

vi sembra tanto meglio?

Io dico di no.

Tale giovane (ma va?) ragazza (ma va??) misteriosa (ma va???), ha peccato.

Alla sua implicita richiesta d’esser perdonata, il confessore risponde:

Non è una novità Dafne...quando ti vedo entrare in chiesa è la prima cosa che mi viene in mente!

Quando si dice la reputazione, eh?

Che poi, comunque, si tratta di un peccatuccio da niente, Dafne tende a formalizzarsi per TROPPO poco: cosa volete che sia l’aver distrutto il Ponte Vecchio di Firenze per dare la caccia a quel lupo mannaro!

Aveva finito i proiettili d’argento.

E comunque, non mi pare che nelle tavole della Legge sia mai stato inciso “non distruggere il Ponte Vecchio di Firenze per dare la caccia ai Lupi Mannari”. Cioè, distruggere il Ponte Vecchio è un peccato. Ma non nel senso di “peccato”; nel senso di “peccato!”.

Indi apprendiamo che Dafne, in quanto braccio destro di nostro Signore (lo ripetiamo per chi si fosse messo in ascolto soltanto adesso), è immortale… e, visto che Dio è immortale, lo è anche il suo braccio destro. Sillogismo che, formalmente, non fa una grinza. Peccato che:

1.        Dio sia incorporeo

2.        Il “braccio” sia comunque inteso in senso puramente metafisico

3.        Dafne non sia la mano, e che non si chiami Federica

4.        per uccidere Dracula occorre un Uomo Lupo! dove CAVOLO lo trovo un uomo lupo?

Vescovo: Non imprecare Dafne!!! (suvvia, ha detto CAVOLO, che è pure un ortaggio e tiene al calduccio i bimbi appena nati… mica ha elencato i possibili nomignoli dell’organo riproduttivo maschile, tipo, che so, batacchio, ciollazza, nerchia o vermiceddu, no, ha detto CAVOLO!!) conosco un uomo che ha perso la memoria per i peccati commessi in passato (avrà detto CAVOLO pure lui), prega i Dio (i Dio sono… un gruppo musicale, tipo gli Who?) che non succeda la stessa cosa a te!

Ma a Dafne non solo la cosa è già successa; sta infatti per subire lo stesso delirio nel quale hanno fatto impelagare il suo ben più illustre predecessore. E, come sostegno morale, le rifilano il solito Carl. O Karl. Al vostro buon cuore, insomma.

Il povero fraticello ha bisogno di metabolizzare la cosa: la sua ultima avventura in Transilvania non è stata tra le esperienze che un uomo sano di mente vorrebbe ripetere, e Dafne gli concede il tempo di prepararsi spiritualmente. Anche perché, se così non facesse, non potrebbe certo uscire dalla stanza segreta quando un uomo con un grande cappello (perché non ci vuole un cappello grande, ma un grande cappello!) la urta facendola cadere a terra. (Poi Mirko finita la pioggia s’incontra e si scontra con Licia e cosiiiiiiii…)

Già dal primo incontro, Feder… ehm, Daphne e Gabriel Van Helsing (chi volevate che fosse con un così grande… ehm… cappello?) dimostrano d’essere due anime gemelle da antologia: nessuno dei due ricorda nulla della vita passata (scarabeo stercorario lui e cozza attaccata allo scoglio lei?), ed entrambi hanno perso qualcuno di importante. Questi due sono destinati a diventare più affiatati di Mastella e consorte, eh!

D’altra parte, braccio destro lei, braccio sinistro lui… forse c'è la possibilità di ritrovare la memoria di entrambi!

Basta trovare un cervello, anche in comune, e dovremmo essere a cavallo.

 

Giunti in quel di Transilvania, i nostri eroi scoprono che Dafne è, guardacaso, fondamentale per riportare in vita il… marito. Sì, il marito. Insomma, Dracula. E non lo dico io, eh, lo dice la pergamena che il… figlio sta cercando per riportare in vita il papà:

"Per riportare su questo mondo il Conte Vladislaus Draculia occorre qualche goccia del sangue dell'l'unica persona che esso abbia mai amato nonostante la sua eterna devozione a Satana, versate le gocce di sangue sulla bara del Conte e pronunciate la seguente formula:" In nome del Diavolo fate tornare su questo mondo la creatura demoniaca che abitava questa sacra bara!"

E non dimenticate di mescolare colla vinilica e acqua in parti uguali… solo così il vostro attacco d’arte diverrà duro come una roccia!

Ma di chi sarà mai questo sangue?

Dafne: Credo di essere io (…) ho sentito nella mia testa la voce del Conte, mi diceva che ero la sua sposa e che ero l'unica persona che aveva mai amato..... (questi sì che son colpi di scena) i conti tornano.... (i conti?? Quanti Dracula ci sono??) Il Conte mi ha detto che un altro uomo mi amava......un certo..... (io lo so! Io lo so! IO LO SO!!) Gabriel (ve l’avevo detto, io…).

Ma sappiamo tutti che Van Helsing è un uomo e, in quanto tale, si deve scatenare l’inferno perché si assuma le proprie responsabilità. Solo dopo che Dafne è stata rapita dalla sua allegra famigliola, infatti, gli giunge una visione...una visione del mio passato! Ora ricordo! Io Amo Dafne! Ci dovevamo sposare ma Dracula me la portò via. IO LA AMO!!!!!

Maschi… arrivano sempre in ritardo. O in anticipo. Insomma, mai che becchino la coincidenza!

 

A proposito di tempismo… quando braccio sinistro e frate riescono a raggiungere la loro Dafne, il conte Dracula è già bello che resuscitato. C’è lui, c’è Dafne (che, nonostante sia stata sgozzata e abbia perso sangue, è pimpante e già smozzicata), c’è il loro premuroso figlioletto Vladimirius, la di lui solerte sposa Adrienna, e la piccola nipotina Griet. Dopo questa lettura, sfido chiunque a lamentarsi della propria famiglia.

E ora… pathos. Patite tutti:

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Ciuchino: Ciuchino!

Dafne: E' tutta colpa mia Gabriel, ti prego perdonami.......perdonami... (non so, non credo ti perdonerò, sai che fatica, star dietro a ‘sta fycci?)

Van Helsing: Troverò il modo di liberarti da questa maledizione....te lo prometto (la bacia) (ma non è vero, gli uomini promettono, promettono e non mantengono mai)

Dafne: Qualunque cosa succeda ricordati che ti amo e che ti amerò per sempre! (lo abbraccia) Per sempre! AAAAHHHHH!!!(ccattatevillo)

Van Helsing: Dafne! Dafne!

Dafne: Sto cominciando a trasformarmi, (con le lacrime agli occhi (le abbiamo anche noi)) scappa Gabriel! Non voglio farti del male....scappa!

Van Helsing cerca di fuggire (ma che vigliacco merdoso è?? o_O) ma Dracula lo blocca (eh, ci sarebbe mancato altro).

Ora, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, ricordate tutti cosa diceva Dafne all’inizio? Che per accoppare un vampiro ci vuole un lupo mannaro. Un lupo mannaro dal… grande cappello, e non dal cappello grande. E come fai a crearti un lupo mannaro ex novo? Ma con l’infuso del Vescovo, no?

 

*spot*

Quando il vampiro ti sorprende,

sorprendilo con l’infuso del Vescovo!

È piccolo e pratico, puoi portarlo in viaggio con te e superi anche i controlli in aeroporto.

Ti trasforma in lupo mannaro per un’ora:

se a sconfiggere il vampiro ci metti di più, so’ cazzi tuoi.

Se, per caso, nella lotta ci rimette le penne una persona innocente, rimani lupo mannaro a vita.

Anche mò so’ cazzi tuoi.

Il Vescovo declina ogni responsabilità.

Ma proprio ogni, eh!

*fine spot*

 

Signori miei, vi assicuro che, anche se si tratta di uno spot, non ho aggiunto nulla d’ingannevole: i nostri si sono DAVVERO portati da Roma l’infuso del Vescovo, che DAVVERO trasforma in lupo mannaro per un’ora, e DAVVERO rende la trasformazione irreversibile se chi lo beve dovesse, per caso, ammazzare un’innocente.

Il nostro eroe beve e si trasforma.

E si dà il via ad un confronto epico.

Van Helsing contro Dafne, Van Helsing contro Dracula, Van Helsing contro il figlio di Dracula e contro la di lui consorte… Van Helsing contro tutti. E Fracchia contro Dracula.

Lo scontro è impietoso, crudele, all’ultimo sangue.

Ognuno lotta per la propria vita, o non-vita.

Ognuno lotta per difendere ciò in cui crede, che sia sacro o blasfemo.

Sono solo Van Helsing e Dracula, adesso. Solo loro due. Faccia a faccia, occhi negli occhi. Sangue nel sangue.

Finché…
Griet: Nonno! Nonno! Guardate qua!

Il conte si distrae e Van Helsing approfitta della situazione per ucciderlo per la terza volta.

Dracula: Nooooooo!!!!!! Perchè l'hai fatto Griet? Perchè mi hai distratto?

Griet: L'ho fatto perchè sono stanca di essere una vampira, voglio essere una bambina come tutte le altre e non voglio fare del male a nessuno! IO ODIO I VAMPIRI!!!!!

Dracula: NOOOOOOO!!!!!!! AAAAHHHH!!!!

Dracula muore e le sue ceneri si dissolvono nel nulla. Van Helsing torna ad essere un uomo.
Io… non ho avuto il cuore di interrompere una scena così drammatica. Sarebbe stata un’offesa al vostro senso artistico, al vostro bisogno di compenetrarvi nel pathos che solo il culmine di una battaglia dal vago sapore ancestrale può possedere.

Dafne, comunque, muore.

Fa sempre piacere quando una Sue tira le cuoia, vero?

Ebbene Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, attendete prima di festeggiare sgozzando un babbano a caso: la piccola Griet, infatti, che tanto è stata utile prima, adesso torna con la Vera Verità: se ami veramente la mia nonna allora devi baciarla, solo così potrà tornare in vita ed io e il mio papà potremo tornare esseri umani! (…) sta per scoccare l'ultimo rintocco della mezzanotte, se la baci dopo la mezzanotte l'incantesimo non avrà più effetto e perderai la nonna per sempre.

Mi sa che la bimba ha fatto un po’ di confusione tra Cenerentola, Biancaneve e la Bella Addormentata… ma è solo un’impressione.
Van Helsing bacia Dafne, appena le loro labbra si toccano l'ultimo rintocco della mezzanotte scocca. Una luce abbagliante appare sopra le loro teste e una voce dall'alto si rivolge a Van Helsing.

Dio: Gabriel!

Van Helsing: Chi sei?

Dio: Sono L'onnipotente (Van Helsing: quello che mangia di tutto?; Dio: Quello è l‘onnivoro, CRETINO!), hai fatto un ottimo lavoro e per questo la tua amata avrà salva la vita. Inoltre farò tornare esseri umani Vladimirus e Griet, sono gli unici vampiri a cui ho concesso di avere un animo umano e loro non hanno mai smesso di credere in me.

Questo non è Dio. È Albus Silente.

Che, con un colpo della magica bacchetta di sambucA, salva Dafne e trasforma in esseri umani Vladimirius e Griet.

Vladimirus: Che bella sensazione sentire di nuovo il calore del sole sulla pelle.

Griet: Avete ragione padre, d'ora in poi potremo sentire questa sensazione per tutta la vita.

Van Helsing: Torniamo a casa.

Dafne: Ma Gabriel noi non abbiamo una casa!

Van Helsing: Ce l'avremo Dafne, la costruirò io per te su una verde collina (dove nascono speranze?? O_o), (si inginocchia) Dafne.....vuoi sposarmi?

Dafne: Sì Gabriel! Ti sposerei anche 10 (non dieci… 10!!) volte se potessi.

Tutti partono per tornare in Italia (pure Vladimirius e Griet?? E poi ci lamentiamo della Bossi-Fini, vero?? Che poi vengon qui, a rubare il lavoro agli ex-vampiri italiani!), Van Helsing e Dafne finalmente si sposano e vissero tutti felici e contenti per l’eternità.

Ecchecculo…



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